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IASA fornisce servizi di consulenza strategica e organizzativa per aziende, associazioni di categoria ed enti pubblici. In particolare, IASA offre un supporto specializzato nella gestione dei rapporti con il territorio e delle risorse umane.
Tra i soggetti cui IASA sta attualmente prestando consulenza, vi sono:

  • Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura della provincia di Trento
  • Unione Commercio Turismo Servizi e Piccole Medie Imprese della provincia di Trento
  • Petrolvilla & Bortolotti (Trento)

LA QUALITÀ DELL'ORGANIZZAZIONE NEI COMUNI ITALIANI

di Mauro Marcantoni, Regione autonoma Trentino Alto Adige, Trento, 2003, pagg. 160.
Copertina (clic per ingrandire)
LA QUALITÀ DELL'ORGANIZZAZIONE NEI COMUNI ITALIANI

Il volume presenta i risultati di due indagini che riguardano rispettivamente le esperienze di certificazione ISO 9001 (sull'universo dei comuni certificati) e l'applicazione della griglia CAF (su un campione di dieci comuni della regione Trentino Alto-Adige) con l'obiettivo di descrivere le esperienze compiute, di misurarne gli effetti e di valutarne il grado di trasferibilità".

 

"In questi ultimi anni la pubblica amministrazione ha riservato un'attenzione di tutto rilievo ai temi della "qualità" e della ricerca di livelli sempre maggiori di efficienza, di efficacia e di attenzione al cittadino utente. Un'attenzione confermata dalla forte crescita sia delle esperienze di certificazione UNI EN ISO 9001 sia delle proposte di Total Quality Management.

Le ragioni di questa sensibilità sono dovute alla concomitanza di due circostanze che hanno preso corpo a partire dalla seconda metà degli anni Novanta. Innanzitutto le norme ISO 9000, che rappresentano il riferimento internazionale più accreditato per la gestione e la certificazione del sistema qualità, hanno subito una revisione che le ha rese, rispetto a quelle del ‘94, più duttili, più semplici e più adeguate alle specifiche caratteristiche del terziario.

Analogo discorso può essere riservato al Total Quality Management e alle proposte di adattamento della griglia europea EFQM alle esigenze della pubblica amministrazione. Un adattamento che è avvenuto in particolare attraverso la realizzazione e la sperimentazione del Common Assessment Framework (CAF) che

 rappresenta uno strumento valido e innovativo a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni Europee per valutare la propria organizzazione.

Si tratta di una griglia ottenuta dal lavoro congiunto delle presidenze dell'Unione Europea a partire dal 1998 e sperimentata in ambito nazionale dal Dipartimento della funzione pubblica e dal Formez.

La seconda circostanza è legata all'accelerazione delle riforme che si è verificata nella seconda metà del decennio scorso e che ha sempre più avvicinato la logica pubblica a quella delle aziende. È sufficiente ricordare le riforme Bassanini e i molti provvedimenti che hanno introdotto innovazioni sensibili nell'impostazione, nell'organizzazione e nei sistemi di controllo degli apparati pubblici.

Lette congiuntamente, queste due circostanze, sembrano addirittura parlare lo stesso linguaggio: l'attenzione al risultato e non solo al rispetto di norme e procedure, la centralità di clienti o utenti in ogni scelta, l’efficienza, l’efficacia e l'economicità come criteri irrinunciabili di buona gestione, l'approccio per processi e l'individuazione di precisi e coerenti livelli di responsabilità.

Tutto ciò dimostra la volontà  reale di intervenire su una  pubblica amministrazione che si sta lasciando alle spalle la tradizionale organizzazione rigida, formale e di fatto autoreferente, per incamminarsi sulla difficile strada dell'efficienza, dell'efficacia, della snellezza e della centralità del cittadino utente.

Un significato del tutto particolare assumono, in questa prospettiva, le esperienze maturate dai comuni sia in termini di certificazione ISO 9001 che di sperimentazione della griglia CAF. Si tratta di esperienze che risultano importanti e di grande interesse per la stretta "prossimità" che esiste tra comuni e cittadini e per l'ampiezza e l'incidenza sociale, economica e territoriale dei sevizi erogati. La riproposizione in ambito pubblico delle esperienze di certificazione ISO 9001, analogamente  all'applicazione della griglia EFQM (se pur nell'adattamento proposto dal CAF), devono tuttavia tenere in debito conto l'impossibilità di semplice ed automatico trasferimento di tecniche, di linguaggi, di metodi esperienze fino ad oggi maturate essenzialmente nelle imprese private.

L'assenza del confronto con un vero mercato e la presenza di numerose norme che regolano anche aspetti di dettaglio dell'organizzazione pubblica richiedono aggiustamenti di non poco conto. In più, la coesistenza dei poteri decisionali che competono alla politica (per la programmazione, l'indirizzo ed il controllo) e di quelli burocratici (per quanto attiene alla gestione) crea un dualismo del tutto atipico, che non ha riscontro nella realtà privata.

Di conseguenza, nella pubblica amministrazione il sistema di gestione per la qualità e il Total Quality Management presentano un ulteriore fronte dovuto, appunto, alla presenza di un intricato insieme di vincoli normativi, all'esigenza di sostituire gli input forniti dal mercato con indicatori di natura sociale ed economica e alla non sempre facile combinazione tra burocrazia e politica.

Si tratta quindi di un trasferimento che non può procedere in automatico e che implica un approccio che, pur mantenendo i principi ispiratori e le metodologie adottate da ISO e da EFQM, ne ridetermini i modelli organizzativi, le procedure e le logiche applicative. Solo a queste condizioni si può parlare di un appropriato trasferimento di  know-how organizzativo dalla dimensione privata alla dimensione pubblica e della possibilità di dare un contributo concreto al difficile processo di ammodernamento della pubblica amministrazione italiana.

Tutto questo giustifica la scelta di effettuare due indagini che riguardano rispettivamente le esperienze di certificazione ISO 9001 (sull'universo dei comuni certificati) e l'applicazione della griglia CAF (su un campione di dieci comuni della regione Trentino Alto-Adige) con l'obiettivo di descrivere le esperienze compiute, di misurarne gli effetti e di valutarne il grado di trasferibilità".


Premessa dell'Avv. Carlo Andreotti