Le politiche della Provincia autonoma di Trento (1971-2019)

Lavoro

a cura di Mauro Marcantoni e Riccardo Salomone

Pensando al lavoro e alle sue implicazioni umane ed economiche, se intendiamo l’autonomia trentina come assunzione di responsabilità dirette, i risultati fin qui ottenuti sono decisamente positivi. Basti pensare alle scelte, profondamente innovative, compiute all’inizio degli anni ’80, in una fase delle nostre relazioni industriali non certo serena.
È in questo delicato contesto che è prevalsa l’esigenza di rafforzare la capacità di promuovere e sviluppare politiche sperimentali e diffuse, di investire sull’innovazione istituzionale e sociale, in cui fossero coinvolti non solo l’ente pubblico, ma anche gli altri protagonisti delle relazioni industriali. Una vera e propria rete, contraddistinta da una compartecipazione pubblico/privato vocata allo sviluppo di una serie di misure di sostegno attivo dell’occupazione mediante servizi dedicati di qualità, che permettesse di offrire alla maggior parte delle persone la possibilità di essere pienamente “parte” della società e della vita lavorativa.
In questo senso fino dai primi anni ’80 il Trentino vanta una tradizione forte in materia di politiche del lavoro, grazie a una struttura amministrativa radicata, al coinvolgimento delle parti sociali e al solido supporto di numerosi soggetti privati. È del 1983 l’istituzione dell’Agenzia provinciale per il Lavoro e dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro, nati con la legge provinciale n. 19/83. Quello della Provincia autonoma di Trento è quindi una lunga esperienza di politiche del lavoro che non ha eguali nel resto del Paese.
Un’esperienza che ha dimostrato quanto il Trentino sia stato in grado di perseguire i principi di flessibilità, efficienza, sussidiarietà, semplificazione, valutazione nell’intento di creare un mercato del lavoro dinamico ma inclusivo, con attenzione per i giovani e per l’occupazione femminile.

Disponibilità: Materiale di lavoro TSM

Edizione: tsm-Trentino School of Management, Trento, 2020, pp. 116

Formato: 17×24 cm, brossura